Cucinare è tante cose.

Cucinare è una forma particolare di amore. Amore per la materia prima, amore per il sapore e per il carattere che ogni alimento porta con sé. Amore per se stessi, amore per gli altri. Accogliere, preparare la tavola, cucinare pensando al gusto che ci porteremo nella memoria.

Cucinare è una forma particolare di meditazione. Il movimento ripetuto durante la mondatura delle verdure, la pulizia e il taglio di carne e pesce. La sequenza dei gesti nella preparazione del piatto. Nel silenzio, usando tutti e cinque i sensi. Si cucina con il gusto, con la vista, con il tatto e con l’udito.

Cucinare è una forma particolare di resistenza. Resistenza di fronte al tempo vissuto correndo, al risparmio. Come se il tempo fosse una valuta dal cambio vantaggioso. Fermarsi, rallentare. Dilatarlo, il tempo, farlo scorrere ad una velocità più umana. Ai fornelli, a tavola. Con calma.

Cucinare è una forma particolare di narrazione. Come raccontare una storia senza le parole, fatta di sapori, odori e colori.

Cucinare è una forma particolare di cura. Per l’animo inquieto nei momenti di smarrimento e malinconia.

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